domenica 22 gennaio 2012

Liberalizzazioni 2012: Monti ai partiti, non toccate al dl, lo sconsiglio vivamente

"Il parlamento è sovrano ma sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir meno la logica di insieme". Mario Monti lo dice con il suo consueto garbo, ma il messaggio del premier ai partiti suona esplicito: il decreto sulle liberalizzazioni non sarà stravolto nel suo impianto, con buona pace di Pdl, Pd, Lega e quanti altri (con l'unica eccezione del Terzo Polo) già piantano paletti. Ma oggi Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, fa sapere con una nota: "Il provvedimento è così articolato e contiene norme dall'impostazione diversa, alcune realmente liberalizzatrici altre addirittura dirigiste, e quindi non può non essere esaminato dal Parlamento, evidentemente in modo responsabile, senza accampare la pretesa che esso approvi un testo che è la fotocopia di quello del governo, anche perché ciò non è avvenuto neanche nel lontano passato nei confronti di nessun governo". "Bisogna difendere, rafforzare e accelerare le misure approvate dal governo. Sono soddisfatto che con Monti si torni a lavorare dopo anni su questo". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, spiega l'impegno del Pd nell'iter in Parlamento sul decreto liberalizzazioni. "Noi saremo guardiani della tenuta e dell'ampliamento del decreto", esce dal coro solo il Terzo Polo, che con Francesco Rutelli annuncia guerra senza quartiere a partiti, lobby e corporazioni pronti a modificare il piano del governo. In testa a tutti il Pdl, che modifica i toni barricaderi di Silvio Berlusconi ieri ma conferma di fatto la sostanza. "Gli sforzi del governo sono apprezzabili", spiega cortese Angelino Alfano, ma il decreto sarà sostenuto "solo se" centrerà l'obiettivo di fare un buon servizio al cittadino, ridurre i costi e offrire servizi migliori". "Italia dei Valori chiederà misure più incisive su banche, energia e assicurazioni che avvantaggino davvero i cittadini. Agiremo in Parlamento per migliorare il decreto, augurandoci che possa esserci un confronto costruttivo": così in una nota, Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. "Non è aumentando semplicemente il numero dei taxi o il numero delle farmacie che si otterrà l'effetto crescita. Fare solo questo significa che calerà il valore della loro cessione, cioé varrano un po' meno ma resteranno i rischi di corruzione nel loro rilascio. Sono le barriere all'entrata che vanno eliminate. Riguardo, poi, al tema assicurazioni, bisogna rendere effettivo il mercato europeo e permettere ai cittadini italiani, se lo vogliono, di assicurarsi anche in Europa". "Quanto ai notai, serve a poco che ce ne siano 500 in più. Servirebbe, piuttosto, che avessero meno riserve di legge, cioé meno esclusive. Avrebbe più senso, ad esempio stabilire che le autentiche di atti privati, anche di contenuto economico, possano essere effettuate anche da sindaci o segretari comunali".

PASSERA: CRESCITA E LAVORO, ECCO IL PIANO - "In due mesi abbiamo fatto ciò che non era stato fatto in due decenni. Il cammino per una crescita strutturale è lanciato". Così il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, rivendica con Repubblica i recenti provvedimenti del governo e illustra il "grande piano per la crescita", "la nostra porposta" che "non può essere annacquata" perché l'Italia resta "in zona mortale". "Ci sono proteste - osserva Passera - ma sono convinto che il Paese capirà. Per questo contiamo anche sul senso di responsabilità del Parlamento". "Bisogna fare in modo che l'Italia si apra, come mercato e come società, in settori fino ad oggi rimasti chiusi: dall'energia ai servizi pubblici locali, dal commercio alle professioni. Bisogna dimostrare che questo Paese vuole sbloccare le sue tante paralisi e vuole imboccare il cammino delle riforme". Per quanto riguarda l'occupazione, il ministro afferma: "Va facilitato l'ingresso sul mercato del lavoro dei giovani. La Fornero troverà le formule, nessuna ipotesi sia esclusa". Sul tema dei rimborsi, Passera fa sapere: "Non abbiamo archiviato l'ipotesi di pagare le imprese con i Bot, ma ne valutiamo anche altre e abbiamo stanziato 5 miliardì di lavori "che portano il totale a 20 in meno di due mesi". Ci sono poi, aggiunge, "i sei miliardi di incentivi Ace e Irap per le imprese che investono e assumono, i 20 miliardi per il fondo di garanzia dei crediti alle pmi". Sul capitolo ferrovie, il ministro afferma: "Non rinunciamo a intervenire e non escludiamo in futuro di separare la rete dei servizi. Valuteremo con la nuova Authority".

CATRICALA': STIAMO ELIMINANDO I PRIVILEGI - "Proteste e diffidenze ci sono ma sono contenute e generalizzate. Questa è la prova dell'equità della manovra. A ciascuno abbiamo chiesto di rinunciare ad una piccola parte dei propri privilegi a favore del mercato e dei cittadini, quindi di se stessi e del Paese". E' quanto afferma al Messaggero il sottosegretario Antonio Catricalà che ai taxi sul piede di guerra risponde: "Non c'é stata alcuna concessione ma la volontà di applicare una regola più obiettiva e che risponde di più al mercato". Sulle licenze, aggiunge, "decide l'autorità per i Trasporti come previsto nel testo entrato in cdm. La sola modifica riguarda la possibilità di acquisire più licenze in capo ad un unico soggetto: si rischiava di creare un padroncino". Alla domanda se su Snam e Ferrovie sia sia proceduto a un rinvio, Catricalà replica: "Non sono rinvii, anzi abbiamo stabilito tempi certi". Per quanto riguarda invece voci di contrasti all'interno del governo, il sottosegretario assicura: "Ci tengo a dirlo: nessun contrasto, tantomeno con Corrado Passera. Siamo amici di lungo corso e su queste due vicende, gas e rete ferroviaria, che ci hanno maggiormente impegnato, la sintonia è stata totale". Catricalà afferma infine di aspettarsi "in un periodo medio-lungo più occupazione".

SEVERINO: NIENTE MURI, NON E' UNA RIVOLUZIONE - "Mi auguro proprio che non si alzino muri contro il decreto". Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ritiene che le misure sulle professioni non siano "una rivoluzione" e gela gli avvocati su modifiche in Parlamento. Intervistata dal Sole 24 Ore, Severino racconta: "Quando lunedì scorso ho incontrato i rappresentanti delle professioni il 99% dei presenti dava già per scontata la scomparsa delle tariffe. Il che mi ha molto confortata nell'idea che non si sarebbe fatto nulla di sconvolgente, ma che il principio dell'abolizione fosse già stato ampiamente elaborato dalle professioni". "Confido nella ragionevolezza - aggiunge il ministro -.

Forse si dovrebbe spiegare meglio che queste misure non mirano ad abbattere l'avvocatura ma solo a darle una migliore regolamentazione. Non sono rivoluzionarie, come qualcuno le ha rappresentate, ma tappe di avvicinamento a un obiettivo che contemperi concorrenza e miglioramento della qualità nelle professioni". Ora, annuncia, ci deve essere il "confronto sulle società di professionisti". Sul taglio dei tribunali, Severino assicura che la riforma "non sarà un 'topolino', entro marzo-aprile il decreto con i criteri della revisione". Infine, sulla prescrizione, Severino, spiega: 'Non ci sono tabu' ma preferisco battermi per l'efficienza del processo: è la priorità". '' Le liberalizzazioni sono sacrosante''. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno della Fondazione Italcementi.''E' tema fondamentale che finalmente e' stato portato avanti - ha detto - Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l'importante e' che il governo vada avanti per questa strada''. ''

Apprezziamo lo sforzo del governo di aver portato avanti il tema molto caro, che e quello delle liberalizzazioni''. Lo ha detto Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso di un incontro di partito a Padova. 'Siamo a favore delle liberalizzazioni - ha aggiunto - con l'obiettivo che queste facciano un buon servizio al cittadino e riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se queste saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne saremo ben lieti, ma le sosterremo in Parlamento''.

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