giovedì 2 luglio 2009

Italia 2009 - La morte di una democrazia: Il ddl sicurezza è legge e la clandestinità è reato - Passano ronde, norme anti-racket e contro gli immigrati clandestini. Inasprito il 41-bis


Il ddl sicurezza è legge La clandestinità è reato

Manifestazione ieri davanti al Senato

ROMA - Ok definitivo del Senato: il ddl sicurezza è diventato legge dello Stato con i voti favorevoli del PdL, Lega Nord e MpA (157 sì, 124 no e 3 astenuti). Con la nuova legge gli immigrati irregolari rischieranno il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea potrà toccare i 180 giorni (finora il limite era di 60), mentre i cittadini potranno organizzarsi in ronde non armate. Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitti case o locali ai clandestini e per insulti a pubblico ufficiale.

Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi. Rispetto ad una stesura precedente, torna l'obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l'esclusione dalle gare d'appalto, che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.

"Una legge per gli italiani", ha detto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, mentre per l'opposizione è "un pugno sbattuto sul tavolo. Così si favorisce la clandestinità", ha sostenuto Anna Finocchiaro, omologa nel Pd. E i senatori dell'Italia dei Valori hanno alzato in aula cartelli con scritto: "I veri clandestini siete voi. Governo: clandestino del diritto".

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