martedì 31 agosto 2010

Israele, intellettuali israeliani boicottano un nuovo centro culturale in una colonia

L'adesione da parte di moltissimi scrittori, artisti, accademici. Ma le istituzioni di Ariel, colonia ebraica in territorio palestinese, condannano il gesto


Il nuovo centro culturale di Ariel, insediamento israeliano nel cuore dellaCisgiordania, sta subendo il boicottaggio di 150 accademici, scrittori e artisti israeliani.
In un messaggio diffuso ieri sera gli intellettuali hanno comunicato: "Non prenderemo parte ad alcun tipo di attività culturale al di là della Green Line, non parteciperemo a dibattiti, seminari o letture in qualsiasi tipo di istituto culturale negli insediamenti. Vogliamo ricordare al popolo israeliano che, come tutti gli insediamenti, Ariel è all'interno di un territorio occupato. Se un futuro accordo con i palestinesi lo collocherà all'interno dei confini israeliani, sarà trattato come tutte le altre città del paese".
Dovrebbero aderire all'iniziativa registi e scrittori noti a livello internazionale, come David Grossman, Amos Oz, Ilana Hammerman.

Lo scrittore A.B. Yehoshua, ha spiegato al quotidiano israeliano Haaretz che il boicotaggio non è rivolto ai cittadini di Ariel, ma alla città, situata in territorio palestinese: "Se mi invitassero lì, non ci andrei - ha aggiunto - È da tanto che non ci vado se non per dibattiti politici, non ci andrei mai per intrattenere il pubblico".

Dure le repliche delle autorità politiche di Ariel. Il sindaco ha definito l'iniziativa un 'incitamento alla ribellione', mentre un dirigente dell'università ha parlato di 'comportamenti stupidi'.
Ma la mobilitazione ha lanciato un segnale forte: ieri sera 300 persone hanno protestato di fronte al teatro di Tel Aviv per la decisione della sua compagnia di esibirsi ad Ariel.  A fronteggiarli erano solo in 15, con i cartelli che esibivano la scritta "Siete traditori".

Con Peace Report

giovedì 17 giugno 2010

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venerdì 21 maggio 2010

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martedì 11 maggio 2010

Republic of Angola Xyami: GRAN BRETAGNA - Gordon Brown dà le dimissioni Cameron è il nuovo primo ministro

Falliscono le trattative tra laburisti e lib-dem. Il premier uscente lascia Downing Street e il partito. Il leader dei conservatori riceve dalla regina l'incarico a formare il nuovo governo. Verso un esecutivo di coalizione con i liberali

LONDRA - David Cameron, leader dei conservatori, è il nuovo primo ministro britannico. Il vincitore delle elezioni politiche del 6 maggio ha accettato dalla regina Elisabetta II l'incarico per formare un nuovo governo. Il capo dei Tory si è detto intenzionato a formare una "coalizione piena" con i liberaldemocratici per "un governo solido" che "affronti i problemi del paese, primo fratutti il deficit".



L'incarico a Cameron arriva a pochi minuti dalle dimissioni del suo predecessore, il laburista Gordon Brown, che ha lasciato Downing Street dopo aver constatato il fallimento delle trattative tra i suoi emissari e i rappresentanti dei lib-dem. Annunciando il suo addio al fianco della moglie Sarah, Brown ha anche comunicato la rinuncia a ogni incarico all'interno del partito laburista, che guidava dalle dimissioni di Tony Blair nel giugno 2007.


Che ogni possibilità di accordo tra laburisti e lib-dem fosse tramontata, era apparso chiaro quando nel pomeriggio Vince Cable, numero due del partito di Nick Clegg, aveva parlato di un'intesa con i Tory "molto vicino a essere conclusa". Dopo un febbrile, ma breve, rincorrersi di ammissioni, smentite e precisazioni, Brown ha gettato la spugna.


Prima di andare dalla Regina, a Buckingham Palace, il premier britannico dimissionario ha ringraziato il Paese, lo staff, "ma soprattutto mia moglie Sarah per il suo amore e per il sevrizio che ha reso al Paese". Brown è poi andato a prendere i due figli all'interno dell'ufficio di Downing Street.


"Ho fatto questo lavoro non per il privilegio o il prestigio che ne deriva ma per la possibilità di servire le persone", ha detto Brown visibilmente emozionato nel suo addio, che ha voluto quindi rendere omaggio alle truppe impegnate in Afghanistan. Egli ha quindi fatto i suoi auguri al successore: costituzionalmente egli "consiglierà" il nome di Cameron alla regina. Brown si è allontanato da Downing Street con la moglie e i figli John e Fraser.

La prima a dare notizia dell'accordo per il governo di colazione tra conservatori e liberaldemocratici è stata la Bbc. Jon Pienaar, corrispondente politico di Bbc Radio 5, rivela che Downing Street, presenti lo stesso Brown e alcuni ministri, riconosce che i colloqui dei laburisti con la formazione guidata da Clegg "non hanno raggiunto nè raggiungeranno una conclusione positiva". Fonti laburiste fanno sapere che "i colloqui con i Lib-dem non sono mai decollati".

I mercati hanno accolto positivamente la soluzione della crisi di governo: intorno alle 16 locali (le 17 italiane), non appena hanno cominciato a circolare le voci del fallimento della trattativa fra Labour e Lib-dem, la sterlina è salita in breve da 1,4790 dollari a 1,4933. L'indice principale della borsa di Londra, che perdeva 1,99%, è improvvisamente risalito a -0,8%. I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi a 3,869% dopo un massimo di 4,024%. (11 maggio 2010)


http://www.repubblica.it/

domenica 9 maggio 2010

Republic of Angola Xyami: Angola and United Nations - The Angolan Mission to the United Nations in New York

Angola and UN - the United Nations

Ambassador and Annan.jpg

The Angolan Mission to the United Nations in New York is one of our three posts (along with our diplomatic missions in Geneva and Vienna) representing Angola's interests in the United Nations system.

Our Ambassador and Permanent Representative, Mr. Ismael Gaspar Martins, heads the Angolan Mission, which comprises of a team of diplomats and experts. The Mission provides the nucleus of Angolan delegations to UN conferences and meetings in New York, including regular and special sessions of the General Assembly.

In January 2003, Angola acceded to the Security Council as a Non-Permanent Member and its mandate expired in December 2004. In November 2003, the Republic of Angola presided over the Security Council and also participated in the ongoing work of the other organs of the UN, such as the General Assembly, Ecosoc, and the Trusteeship Council etc. and continues to monitor the activities of the UN's specialized agencies and programs. Yet, as far as the ECOSOC is concerned, on October 2005, Angola was elected as a member of the Council with a majority of 186 votes.For the first time in the history of the United Nations and as a peace-loving country, on May 12, 2006, Angola guaranteed its seat on the newly established Peacebuilding Commission. Subsequent to that, on June 23, 2006, Angolan ambassador to UN, Ismael Gaspar Martins, was elected by acclamation for a one-year term as Chairman of the Peacebuilding Commission, tasked with ensuring post-conflict peace.

Angola is firmly committed to the UN system. As an African nation, emerging from almost 30 years of civil war, Angola has substantial interest to having effective mechanisms for multilateral cooperation that complement our bilateral and regional relationships.

The UN's importance to Angola can be seen in core areas, such as international peace and security (including arms control and disarmament) and the development of international legal instruments and norms. It is also found in the work of the UN's programs and technical agencies, which deal with issues such as the provision of humanitarian assistance, assistance to vulnerable groups such as women and children, and protection of the environment and sustainable development.

One of Angola's main priorities in the UN's agenda over the past years has been the question of peace in the world, Africa, and particularly in sub-Sahara region. Angola has actively supported the UN popular consultation process at the UN Security Council level, to restore order and stability around the globe.

Terrorism

Terrorism has become increasingly an international issue, and close cooperation between governments has proved to be crucial. The UN plays a key role in the fight against the terrorist threat by providing a forum for the negotiation of international conventions. The existing conventions adopted by the UN impose a duty on parties either to extradite or prosecute an alleged terrorist found in their territory. The aim of these conventions is to limit the countries where terrorists may find safe haven.

Angola is a key element of this international system of cooperation against terrorism.

Disarmament and International Security

Angola sees global disarmament efforts as central to international peace and security. As a member of the United Nations Angola is working hard to maintain progress on a range of issues such as arms and control initiatives. At the Security Council, Angola played a valuable role in enhancing the effectiveness of the international nuclear nonproliferation regime in the coming future.

Angola is also focused on expanding the international arms control agenda to address the proliferation of small arms and light weapons. Angola also played a constructive role and has taken a tough stance on matters related to Illicit Trade in Small Arms and Light Weapons in All its Aspects, which has resulted in the adoption of an international program of action addressing areas such as management of weapons stockpiles, export controls and transparency.

Angola is a long-standing supporter of the UN's role in peacekeeping. Emerging from some three decades of civil war Angola have largely contributed to the promotion of policies enabling peace and security around the globe.

Environment

The UN's agenda on global environment issues is also a high priority for the Angolan Government. Angola is a signatory to a number of conventions on environmental protection and conservation.

International Law

Another important area for Angola in the UN system is the development and strengthening of international legal instruments and norms. Angola has been at the forefront of efforts to create an International Criminal Court (ICC) to address serious crimes of concern to the international community. On October 7 1998, Angola signed the Rome Statute of the International Criminal Court, as a clear sign of our commitment to justice as well as strengthen the international legal system.

Human Rights

Angola also sees an important role for the UN in the promotion and protection of human rights. We are committed to the effective functioning of the UN's human rights system, which includes a suite of treaties and declarations, bodies such as the Human Rights Council, and a range of mechanisms for monitoring and advising States on human rights issues. Angola is a party to all major human rights treaties.

UN Reform

The Republic of Angola has been a strong proponent of revitalizing the UN for some time - not for reform's sake itself, but to make the system more efficient and effective, and more accountable to its Member States. Angola has for some time held the view that the Security Council should be enlarged to better reflect contemporary global political realities.